7 giugno 2010

Se la storia raccontata sul blog...non vi basta..leggete il mio romanzo...

La Deutsche vita.

Prezzo di vendita 19,00
Libro NARRATIVA 144 pagine

1a edizione 11/2008



Che resta di tutto il dolore che abbiamo creduto di soffrire da giovani? Niente, neppure una reminiscenza. Il peggio una volta sperimentato,si riduce col tempo ad un risolino di stupore,............A pezzi o interi,non si continua a vivere ugualmente scissi? E le angosce di un tempo ci appaiono come mondi totalmente lontani da noi, oggi, che ci sembra inverosimile aver potuto abitarli in passato.

        Seminario sulla gioventù…Aldo Busi.







                                                                                                                                          Hamburg-city 2055                                                                                                                       

Megalopoli del nord Europa Autunno.
Una donna cammina leggermente ansimante.
Ascolta i suoi passi risuonare nel silenzio della sera.Si muove con sicurezza in quel paesaggio mai visto.Poi, si ferma. Guarda  una vetrina. Si stringe i pugni in tasca.
Tiene stretta la borsa sotto il braccio con fare deciso, mentre un sorriso appena accennato  le trema in bocca sconosciuto.
Le Auto sfrecciano in alto a velocita´ impensabili. Giu´ tra il grigio screziato dei vecchi muri screpolati, tutto e´ fermo, quasi che il tempo sia fermo.
Un ansimare leggero muove il petto dell´uomo che la osserva  attraverso il vetro.
Un senso di paura li respinge.
Una paura sconosciuta e chiara.
Un attimo infinito che non passera´ mai perché non e´mai esistito li avvolge ricoprendoli di calore come in una coperta di stelle.
Poi la donna  si volta e se ne va con passo veloce.

                                                                                                                                     

 

 

                                                                                                 Formentera 10 Agosto 1989                                                                               




Quello che piu mi secca, e` la perdita assoluta di ogni minima cognizione del tempo.  Quando l`ho conosciuto?Forse tre (o quattro), probabilmente cinque settimane. E` stato  cosi` facile amarlo.
Lo guardo dormire, rannicchiato come un bambino, mentre scrivo queste righe su di un blocco a quadretti.
Come fara` a dormire con questo caldo? Ho passato due ore a sventolarlo ieri… due ore.
Ma mentre io son qui immersa in un lago di sudore, lui dorme imperterrito, profumato e curato, come una modella pronta per la sfilata.
Il sole ci brucia a quaranta gradi, e in questa polvere infuocata le cicale cantano senza sosta.
Neanche la notte ci porta sollievo. Ed e` di nuovo mattino.
Da giorni non riesco a liberarmi, ho bisogni che non sfogo, pur di non tradire un umanita` che potrebbe non essergli gradita. 
Come potrei piacergli, se io lo fossi … umana ?
Mi asciugo il sudore con la mano, seduta su un balconcino da cui l` aria non si sogna nemmeno di transitare.
Fuori gli alberi si muovono, impercettibilmente, sospinti da una brezza senza vitamine.
Forse e` solo il calore stesso che si propaga a far sembrare il mondo una cosa viva.
Lui dorme ancora....Possibile che neanche queste voci lo sveglino?
Un gruppo di Hippie ubriaconi, invecchiati e un po´ ridicoli, ha gridato tutta la notte, cantando canzoni, accompagnandosi con la chitarra, e fumando marijuana....
Non ho chiuso occhio. Lui dorme tranquillo.
Me ne sto appoggiata alla ringhiera di ferro di questo terrazzo, alla ricerca di un minimo refrigerio. Siedo per terra e ascolto il rumore del mare. Quasi mi addormento.
Mi sembra di sentir bussare… chi puo`essere?
Forse sto solo sognando.
Mi faccio posto al suo fianco, saranno circa le sei.
Lo annuso. Perché non puzza almeno un po´ di sudore perche´ non ha almeno qualcosa di umano? Mi sento stanca ora.
Puo` darsi che riesca  a  riposare un po. Sono a pezzi.....
Sogno le sue mani su di me e nella penombra sento il suo respiro sul mio collo. Mi sento fusa al suo contatto.
Il suo corpo e` il pezzo di me che mancava, e` il piccolo puzzle che mi completa.
Se solo potessi gridarlo al mondo… io sono intera.
Non c`è piu` niente che mi manchi.
Il suo corpo chiude il mio.
Ogni poro e` penetrato ogni comando ricevuto, ogni bisogno spento. Amo?  Si. Io amo.
                                                                                        
                                                                                           

Hamburg  Settembre 2055


Guardo quella vetrina da giorni ormai. 
Non capisco perche` mi affascini cosi.
Eppure si tratta solo di un vecchio negozio.
Sta nella parte antica della citta` non lontano dal porto.Nel secolo scorso si sarebbe chiamato rigattiere. Vende un po´ di tutto, dall´ antiquariato al modernariato.
All´ interno ci sono vecchi lampadari e tavoli demode´ sedie traballanti e divanetti sfondati dalla tappezzeria consunta e lisa, antichi armadi e vecchi cartelloni pubblicitari, libri ammuffiti e scheletri di poltrone.
La roba e´ buttata li´ senza un ordine apparente, sulle quelle tavole di legno consumate e sporche.
Un tempo, questi negozi, erano stati molto di moda, ora, sono quasi scomparsi.
Dentro, mi aspettavo di vedere un vecchio. Un vecchio con gli occhiali calati sul naso, l` aria insofferente, sapiente e interrogativa di chi ha gia` visto tutto e non si aspetta piu´alcuna novita`.
Ma dentro, invece, siede un giovane alto e magro.
Un uomo della mia eta`, forse qualcosa di piu.
Qualcuno che mi sembra di conoscere da sempre.
All` interno, in un angolo della vetrina oltre i vetri sporchi e il legno scrostato degli infissi pitturati di bianco, c’è uno strano mobile, che cattura la mia attenzione.
Penso che questo posto abbia qualcosa di speciale, qualcosa di antico dentro.
Quel mobile ecco....non ha una forma particolare, e` solo un vecchio mobile comune, ma e` la maniera in cui è dpinto che me lo rende interessante.
Ho come la sensazione sia una cosa che ho gia` posseduta, forse anche solo sognata. Quelle cose, che vedi in casa da piccola,  nella stanza della nonna. Le cose che in realta` guardi da sempre, senza vederle. Quelle che  fanno parte del tuo paesaggio interiore, della poesia della tua infanzia.
Si tratta di una specie di scrivania.Uno di quei mobili che non hanno mai avuto storia. Imitazione delle imitazioni, oggetti senza valore.
Eppure percepisco, che questo, ha come una sua spiccata personalita`, una sua definita dignità.
Ha un codice che per il momento non comprendo, del quale non ricordo la chiave...
E´ come un segreto da decifrare.
Dietro quelle vecchie assi colorate si cela un risvolto sconosciutamente conosciuto. Credo  di sapere, e` come se io sapessi, che lo conosco molto bene.
In fondo alla pancia, ho una senzazione di vuoto, di mancamento, qualcosa che mi prende spesso, quando non capisco.
Come una fame di sapere che non e` solo curiosita`, ma necessita`. Vorrei entrare e conoscere, chiedere, indagare, ma e` come se un  grosso blocco di marmo mi ostruisse la strada. E` una di quelle emozioni  che non puoi confessare neppure a te stessa.
Quando mi sento cosi`, devo riflettere.
Anche lui, il vecchio-giovane oltre il vetro, mi sta osservando da giorni. Potrebbe sembrare scontato, ma io so che non e` per quello che mi guarda, fa parte di un bagaglio di capacita` che ho ereditato, un qualcosa che mi fa capire quando devo aver paura. Lui mi osserva, e sembra che mi sorrida. Il rumore della strada e` ovattato, quasi spento.La sera sta arrivando.
Sto  cercando di ricordare qualcosa, di assemblare alcuni dati, di unire alcune tessere.
Sto cercando una pace che mi difetta, indagando per capire la ragione di quel silenzio che mi esplode dentro, certe volte.
E lo sto cercando qui, in questa fredda citta` del nord, nel tentativo forse vano , di compiere un viaggio a ritroso, nell` anima della persona che  ho  più amato al mondo.
Quella stessa persona che mi ha trasmesso l` amore per queste pianure, per il freddo pungente di queste strade alberate, per questa architettura elegante e priva di orpelli, per questo grande fiume e per questi immensi parchi ,per questa gente silenziosa e vera.
La persona che mi manca  di piu´, in questo momento.
Proprio adesso che avrei molto di piu´da chiederle,e non la lascerei andar via senza avermi detto tutto. Quella stessa  persona che ha vissuto qui molti anni fa, e che mi ha insegnato piu` di ogni altra ad essere me stessa, sempre, e ad esserne fiera.Nel bene e nel male.

Una storia d´ amore attraverso il Tempo e lo spazio...
Ho trovato forte ed originale l' idea che sta alla base del romanzo che la storia d' amore tra Barbara e Thomas possa, per una misteriosa e magica coincidenza, ripetersi quasi identica tra i loro nipoti Daniel e Giulia. Ed è suggestivo il modo in cui l' amore spinge e in un certo senso costringe Daniel e Giulia a recuperare il passato , a immergersi letteralmente in esso quando-alla fine-riescono ad entrare ( ma è sogno o realtà ? )nella stanza con le pareti affrescate... Benedetta Centovalli Editor di narrativa italiana Milano 11 Luglio 2001

Il sesto Terratoscana....

Il nostro primo Franchising...
Il console disse che ne avremo 
aperti una catena in tutta la Germania...
ed io non ero affatto felice...
mi direte... perchè? 
Beh... ora ve lo racconto...
fu un estate caldissima l' estate del 96...
 in Germania i vecchi morivano 
come le mosche, non abituati alle temperature tropicali...
nei negozi la gente sveniva e veniva portata via in ambulanza.
.noi avevamo aperto il primo locale in Franchising 
con una tizia ...una certa Gabriele Fildebrand-Dick 
nella Dorotheenstrasse
(usava il doppio cognome per darsi delle arie ma...
era una vera truffatrice) 
e invece di pagarci le royalty ci mollò il locale 
e se ne sparì improvvisamente... 
lasciandoci una bella gatta da pelare...




       a settembre quando le prime foglie cominciarono a cadere...
                 noi eravamo ancora in piedi...
                        ma...che fatica...

Inaugurazione di un negozio di fiori ad Avenza Fioridea Daniela

5 Giugno 2010
Inaugurazione di un negozio di fiori
C'è molta soddisfazione nel vedere che il proprio lavoro 
viene apprezzato... 
e nonostante tutti gli anni che son passati 
da quando faccio questo mestiere...

sono sempre felice nel vedere il risultato.



Questo è il prima




e questi siamo noi
io e Ty...



































il mio lavoro

















                                                             e quello di Ty...


Essere o non essere diversi questo è il problema.

 A me non piace mai, essere come gli altri,  ma a molti di voi piacerebbe essere come me... Una cosa bruttissima da dire  ma è un ...