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A Tramonto, VII Puntata

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Un altro risveglio un'altra morte temporanea un' altra vita attorno... I campi di lavanda fioriti di viola e le montagne rocciose stranamente piatte la colpirono come un buffo sulla guancia... Eva li chiuse gli occhi... Erano stretti e pesanti  e poi li riaprì di soprassalto, chiuse la bocca semiaperta  e si ricompose non senza un filo di imbarazzo la macchina le faceva sempre un certo effetto... Alla sua sinistra, sedeva lui, stava facendo manovra e si spingeva nella piazzola sterrata di una Boulangerie.. Riconosceva bene il posto era sulla strada che Aix portava ad Avignon erano sulla Jean Moulin si stropicciò gli occhi con le dita asportandosi il trucco ormai sbafato quindi si scrutò nello specchietto retrovisore e si impaurì... si vide stanca e con gli occhi cerchiati di blu un sacco per la spesa sotto gli occhi e la gola riarsa... la fronte sudata  e un rivolo di sudore correva nel solco tra la schiena ma era giovane molto più giovane di quello che ricordava di essere sc…

Al Tramonto VI PUNTATA

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E mentre si abbandonava al sogno rivide la sua Città
ricordò i sassi bruciati dal sole e umidi di pioggia lucida
il fiume a volte in piena l' acqua spesso limacciosa
vide le luci dei lampioni specchiarsi nell'acqua,
le ombre stanche della sera nascondersi
 nelle strette vie piene di cartacce e di bottiglie vuote di cocacola
folla di gente che cammina parlando e altra che fotografa impazzendo
vicoli eterni e odoranti di piscio di cane..
Firenze culla di civiltà  e di dolore
con i caffè all' aperto e i pittori di strada
con la  loro mercanzia e le strade pieni di turisti vocianti
mille lingue diverse
nella liturgia dello stupore
per la sua bellezza sopravvissuta al passato e alla sua stessa storia
Si rivide con una camicia azzurra e un paio di jeans tagliati corti
quante volte aveva avuto una camicia azzurra...



Non riusciva a vedere bene ma  qualcuno la teneva la mano...
non sapeva bene chi fosse
non lo riconosceva...
Un colpo sordo le rintronò nel cervello
aprì gli occhi f…

Al Tramonto V Puntata

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Affacciata al finestrino dell' autobus Eva guardava senza vederla la campagna toscana l' estate stava per finire eppure a parte temporali improvvisi e provvidenziali ma solo per qualche secondo, dopo la terra ribolliva ancora,  il clima era da tropici. Sua nonna non parlava  guardava fuori dalla finestra in silenzio la bocca piegata in giù  in quella morsa che conosceva bene Di solito quando lei si arrabbiava  Eva le cominciava a solleticare il collo rugoso e spiegazzato là dove nel rigoglio dei seni ancora superbi  lei era più sensibile e allora sua nonna rideva rideva rideva  e le diceva lasciamo stare grullarella oh i che tu fai?? Ma quello era il suo metodo pr farla tornare a sorridere... anche se non poteva metterlo in atto in autobus! si rivolse alla nonna e le disse Nonna perchè ci hai lasciato? Smettila di fare domande a bischero.. le rispose secca ... quella a che a Eva pareva una vecchia signora io non vi ho lasciato sono stata sbattuta fori e in malo modo ... sono …

Al tramonto.... IV puntata

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La porta della camera si aprì lasciando entrare un uomo dai forti caratteri tipici dei messicani baffoni scuri e colorito olivastro.. Il tipo si sedette sulla sedia vicino e lei  e le disse salve come si sente? eh come mi sento?non mi sento rispose Eva stia tranquilla stiamo facendo il possibile per ritrovare  suo figlio lei deve pensare solo a guarire ma si certo non si preoccupi non me la prendo più di tanto so che va e torna e ogni volta che torna è il problema... Lei si rilassi e si goda la guarigione per poco non è finita all' altro mondo ...lo sa?? Ma scusi lei... Commissario Lopez Commissario mi creda io non so cosa mi è successo perchè nessuno glielo ha detto? No L' hanno accoltellata signora mia Un tizio ancora sconosciuto le ha rifilato volentieri una sessantina di coltellate

ecco perchè sento un certo dolorino alla schiena rise Eva Fantastica... lei riesce a sorridere comunque ma si quando se ne sono viste tante che vuole che siano  una decina di coltellate in più o in meno sospettate di lui…

Al Tramonto...III Puntata

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La strada era deserta...
file di macchine morte al parcheggio stazionavano
in attesa...
non c'era un solo alito di vento
e i rumori
ovattati ...
le arrivavano distanti...
il mare di sogni infranti
che le si agitavano nella testa
erano un puzzle impazzito
e come in un eterno gioco del quindici
si scomponevano e con fatica
si ricomponevano.
Non sapeva ancora cosa doveva fare.
Non era inusuale in lei,
questo confronto con se stessa...
Pensò al perchè le riuscisse sempre difficile
prendere una  qualche decisione e mantenerla...
In lei si animavano da sempre correnti contrarie
pensava sempre a tutto ma sopratutto
a cosa ne avrebbe detto sua madre...
La sua vita era stata una costellazione di errori?
O aveva semplicemente seguito il suo istinto?
Vide il semaforo rosso solo dopo che
un tizio imbufalito le ebbe gridato istericamente
"spostati cretinaaa!!!!!!!!"
sempre più gentili questi ragazzi
ma non vedeva cheera una signora?
Guardò la strada davanti a se...
mura scrostate e …

Al Tramonto...

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Eva era lì al buio e mentre si rannicchiava sotto le coperte morbide pensava a quanto sarebbe stato bello,  se la morte fosse stata quella...  solo la voglia di dormire....  solo il silenzio indotto dal sonno. Ma la pace  e la rilassata bellezza della sua stanza delle sue cose  del suo mondo avvolgente e sicuro...la consolavano e adesso le portavano un mondo nuovo da scoprire...

Per un attimo, le parve che la luce delle finestre  le rimbalzasse addosso e  le girasse attorno come un cerchio echi soffusi di un atmosfera lontana... d' un tratto.... fu colpita da un sonno strano, quasi vigile... si girò dall' altra parte e si vide in uno specchio  ma quella pensò, non era lei... aveva i capelli scuri, si era lei, ma con i capelli scuri  eppure i suoi erano biondi naturali... non ci capiva niente... si girò ancora nel letto abbracciando il cuscino, quasi ne avesse paura ma negli occhi chiusi, stretti continuava a vedere uno strano film impaurita  li aprì, e rivide la sua solita st…

Il concorso degli incipit

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come in giallo che si rispetti io sapevo già l' assassino fino dalle prime pagine
perchè l' assassino è sempre il più insospettabile se no che giallo sarebbe?

fin da quando ho scritto le prime righe del primo incipit sapevo chi avrebbe  vinto la gara...

saprei anche spiegarvi perchè  ma a che serve? a chi servirebbe???

così avete scelto e avete fatto bene

mi costringete al lavoro poichè vi confesso che il primo è frutto di un istinto immediato che io ho di scrivere esce così come acqua dal monte

senza correzioni senza punti senza virgole senza ripensamenti gli altri due invece se volete potrete leggerli comunque interi

perchè sono due romanzi già scritti corretti ritoccati rivisti pubblicati insomma in questo blog potrete leggervi oltre l' anteprima e poi addirittura se vi piacesse leggerli... anche averli.
Allora  il primo incipit Al Tramonto diverrà romanzo insieme a voi con la vostra amicizia col vostro aiuto  coi vostri commenti e suggerimenti Ogni Sabato uscirà una pu…

Incipit Il Ritardo...

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Dopo…..
Se n’è andato un pomeriggio in silenzio… Ha chiuso la porta e se n’è andato… senza nemmeno lasciarmi la chiave… lo ha fatto  quando anche il suo odore ormai mi era odioso…ma mentre lo guardavo…i suoi occhi mi parevano ancora più blu… anzi turchesi. Avevo voglia di baciarlo eppure lo odiavo proprio per questo… Avevo voglia di abbracciarlo forte e per questo lo maledivo. Ho spostato la tenda davanti alla vetrata e mi son detta qualcosa che ora non ricordo. A ripensarci adesso non è rimasto che l’ odio …come una ferita dentro la pelle ..secca di un bacio desiderato… ma non richiesto… l’ho visto andare via  per caso… quasi non ci fosse mai stato un caso più casuale. Viveva in casa mia e non lo vedevo da giorni.

Era il 30 di Agosto. Lo so quanto tempo siamo stati insieme perché me lo ha detto lui una volta che l’ ho chiamato ..18 mesi ha detto… dice  di essere stato con me per pietà, per diciotto mesi…a me sembrava fossero stati  di più…di diciotto. A me pareva che ci fosse da sempre, non…