18 maggio 2013

Al Tramonto V Puntata



Affacciata al finestrino dell' autobus
Eva
guardava senza vederla la campagna toscana
l' estate stava per finire
eppure a parte temporali improvvisi e provvidenziali
ma solo per qualche secondo, dopo la terra ribolliva ancora, 
il clima era da tropici.
Sua nonna non parlava 
guardava fuori dalla finestra in silenzio
la bocca piegata in giù
 in quella morsa che conosceva bene
Di solito quando lei si arrabbiava 
Eva le cominciava a solleticare il collo rugoso e spiegazzato
là dove nel rigoglio dei seni ancora superbi 
lei era più sensibile
e allora sua nonna rideva rideva rideva
 e le diceva lasciamo stare grullarella
oh i che tu fai??
Ma quello era il suo metodo
pr farla tornare a sorridere...
anche se non poteva metterlo in atto in autobus!
si rivolse alla nonna e le disse
Nonna perchè ci hai lasciato?
Smettila di fare domande a bischero..
le rispose secca ...
quella a che a Eva pareva una vecchia signora
io non vi ho lasciato
sono stata sbattuta fori
e in malo modo ...
sono stata buttata fori!


Un caldo soffocante accolse ora  il risveglio di Eva
era tutta indolenzita
il commissario le aveva detto il male 
ma non la causa dello stesso.
Pensò che non ricordava nulla delle ultime ore 
di quello che le era accaduto
per quanto si sforzasse
non riusciva a ricordare come, era accaduto...
L' avevano accoltellata
le pareva vagamente di capire
chi fosse stato
ma non ricordava i contorni le pare quasi di stare sognando
e si pizzicottò le braccia
facendo una smorfia di dolore
gli aghi almeno non c'erano più...
i fiori pure erano stati portati via tutti
e di questo si rallegrò.
Cercò di pensare ai giorni precedenti l' aggressione
ma non ricordava che confusamente...
erano stati attimi di panico che lei non ricordava...
ricordava solo il tramonto
Un tramonto impossibile da descrivere
dove il cielo 
le sembrava color del sangue
tanto era vivido e spietato...
Sapeva che era per colpa di quella rosa
ma non sapeva perchè.

Una ragazza entrò nella stanza...
Salve le disse sorridendo
di un sorriso molto dolce e delicato
Come si sente oggi???
Mah...insomma grazie...diciamo che va
posso immaginare disse la ragazza
Avrà a una ventina d' anni
a giudicare dalla pelle liscia 
e fresca rosea come una pesca matura
pensò Eva
Sorrise delicatamente la giovane... 
per tutto il tempo in cui prese la sua roba e cominciò
a impacchettarla.
Dove mi portate
chiese Eva..
Non si preoccupi signora
si rilassi e vedrà che andrà tutto bene.

Ma Eva sentì che il sonno la riprendeva 
cercò di combatterlo
ma si accorse nel mentre che soccombeva 
Non era normale dormire così
fece in tempo a pensare...
lei non aveva mai dormito molto in vita sua.
Capì nell' attimo in cui gli occhi inesorabili 
le tesero un tranello
che quello non era un sonno normale
ma un sonno indotto.
eppure non fece in tempo a preoccuparsi...



Eva era appena arrivata a casa 
e sua nonna era appena ripartita per Firenze
quando aveva vista  la macchina 
nella notte  sotto casa sua..
 era buio pesto
si era quasi in aperta campagna 
anche se avrebbe dovuto essere in periferia
le case erano tutte in costruzione
il boom economico stava per finire
 ma ancora si costruiva forsennatamente 
e prima che gli anni di piombo
fossero definiti tali
sua mamma
aveva voluto lasciare il palazzo di famiglia
 e ora vivevano in un attico
 bollente d' estate freddo d' inverno
in cui non c'era crisi petrolifera ancora
 e il riscaldamento era costantemente a palla.
ma ora era estate.. alla fine
e il caldo struggeva la pelle come burro in padella...
Si era affacciata alla finestra come per un richiamo
insensato
e aveva visto l' uomo agitare la mano.
Lo salutò con slancio
mentre vide i capelli di luna che la chiamavano
lei scese di corsa 
lui la baciò piano sulla fronte
mentre lei da parte sua sentiva battere tutto
ma era anche incavolata
non avrebbe voluto risalire 
sarebbe voluta restare lì...
ma lui le diede appuntamento per l' indomani
proprio... a Firenze.

Erano su di una macchina lussuosa e scura
la strada le era sconosciuta...
ma dove la stavano portando??
Non aveva più tubi e tubicini
ma era ancora intontita dal freddo e dalla debolezza
la ragazza sedeva accanto al guidatore
 e lei era distesa quasi, dietro il sedile
non si rendeva conto del perchè la stessero portando via
e nemmeno del fatto che
nessuno della sua famiglia 
si era fatto vivo... dove era suo figlio 
glielo aveva detto il commissario,
ma sua figlia 
era sparita
Annullata cancellata scomparsa
eppure era sempre così premurosa con lei
quello con sua figlia 
era uno dei pochi rapporti riusciti nella sua vita.
Ne aveva fatto il suo capolavoro con un semplice metodo
non fare con sua figlia
quello che sua madre aveva fatto con lei.
Banale ma efficace...
Dov'era adesso
la sua bimba dai capelli corvini ?
Avesse almeno potuto tenere gli occhi aperti per un secondo...
la notte precedente le era parso di riuscire a sentire qualcosa
bisbigli e movimenti strani
l' avevano per un secondo svegliata... 
ma poi non ce l' aveva fatta
ora le era chiaro in mezzo a quella nebbia
 che lei non stava dormendo
ma ce la stavano costringendo....
Si sentì di nuovo svenire e 
fece forza su stessa ma poi 
non le restò che abbandonarsi....

Fine della V
alla prossima

Pensieri piovosi


Ora di pranzo
nel silenzio della casa 
solo il ticchettio della pioggia
sui vetri
guardare fuori ....


e vedere cose...
sembra uno stanco silenzio
quello che si fa ascoltare...
nemmeno la pioggia
ha il sapore delle cose inevitabili
dovrebbe essere maggio...


ma per quanto sia bello sognare
la vita ha sempre una magia che ci sorprende
sapere da che parte
arriverà
chi busserà alla porta?



le aspettative però sono pericolose
la delusione
produce una corsa verso l' ignoto
e allora non pensi non ti chiedi
e guardi ancora fuori...
il passo affrettato di uno sconosciuto
l' ombrello che vola controvento
una signora che lo tiene stretto per ripararsi la capigliatura
il vecchio col nipotino
i ragazzi innamorati a ripararsi sotto il portone




e poi li vedi tutti correre a casa
e li immagini
prepararsi qualcosa da mangiare
trovare 
il nesso dell' esistenza
ricevere comunque un segnale
 anche nel silenzio



e Pensi che 
sarebbe bello...
però... avere la calma di un tempo
quella in cui le distrazioni 
non erano così frequenti
 e la sera
era bello trovarsi attorno
ad un tavolo


arredato con poco ma 
vivo e pieno d' amore...
a volte l' amore si nasconde per paura di farsi vedere
 di scoprirsi.
Eppure forse nascosto ma si sente...c'è.
Solo che non sapppiamo più verderlo!
Dobbiamo vivere
per assaporare solo questo c'è da fare...
anche quando la medicina ci pare amara
è sempre l' alternativa migliore...

La vostra Marzia Sofia

Eterne Primavere il Catalogo

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