5 giugno 2013

Ancora Gustaviano...






Parlare ancora
del Gustaviano 
per quei trenta lettori 
che sanno che cos'è 
ormai a memoria
appare scontato e noioso...
ma per gli altri mille che non lo sanno
ecco qua...un riassunto..

Si post più o meno sull' argomento

 in questo Blog di post
 e di discudssioni in merito
ne troverete diversi esempi
mai però come adesso
sento il bisogno di spiegarvelo
ancora
non so come mai...
In realtà
sono considerata la Regina
di uno stile
che non è il mio?
tanto che a certe amiche svedesi può venire l' orticaria?
No... è che forse
questo stile e va detto con decisione...


ancora 
non è definitivamente
 conosciuto nemmeno da coloro
pochi 
che dicono di sapere di cosa di tratta

io ripeto sempre che mi sono
innamorata
di questo libro
Case Svedesi



del quale diciamo 
si usa far vedere poche foto
come accade
spesso
in coloro che 
ne producono uno
che altrimenti il libro chi lo comprerebbe?


molti anni fa
dicevo me ne innamorai
e vederlo fu una rivelazione
com'era che trecento anni prima
qualcuno la pensava esattamente come me???
Questa che vedete sopra 
è Sorby
una delle dimore svedesi
che ne fanno parte e che fa da
anche copertina
al libro di cui parlo
una folgorazione....
io ce l' ho in tre edizioni
e ogni volta le foto cambiano...
disposizione 
ma sono più o meno le stesse
ah come vorrei farne di mie....


ma sono poche per la mia avidità
di vedere e di sapere
così mi sono documentata per anni
ma 
il mio sogno resta quello di andare a visitarle in Svezia
dato che la maggioranza di queste
dimore
sono musei...
e in particolare di quella di Ekensberg
di cui questa è la cucina
il personaggio che ha scritto il libro
 è il curatore oltre che proprietario


il mobile sul quale ho costruito
 prima la mia cucina 
e poi la mia famosa e fotografatissima
cucina Gustaviana
era nato
ispirandosi a questo
mi dissi
ne ho uno simile
( in più aveva solo gli stemmi)
perchè non usarlo per i fuochi?


Questa parete me la sono sognata anche la notte
come renderla oggi
ma non mi è stato mai possibile realizzarla
anche perchè
quando dipingo qualche parete
e mi pagano
(quando mi pagano)
per farla...
tutti i committenti
commettono l' errore di volermi far andare oltre
...della serie paghi uno prendi tre....


ho una cliente che ha voluto tutta casa
in questo color verde acquamarina
e qui mi direte ma cosa c' entra col Gustaviano
questo c'èntra con lo svedese
è nel libro diciamo...


ma anche di questa immagine direste
 che cosa c'entra?
Invece questa è Gustaviana
dipende dall' epoca
e come vi ho detto mille volte
il Gustaviano
non è 
solobianco...
anzi


i colori sono
spesso diversississimi 
da quelli che uno immagina
siano....
io ho riprodotto 
questo intricato intreccio di alberi 
su molte pareti
che ho affrescato...


ho anche dipinto 
nel salone di una casa 
antica dentro una torre
questo disegno di foglie di Acanto
in tono verde...
insomma non mi sono fatta mancare niente..
per cui
parlo al mio superamico
artista giardiniere
il mio fedelissimo Nicola Casale
io di robe con le perle e le rose
ne ho fatte molto poche in passato
anzi niente
ehehhe


Lui mi chiedeva giorni fa 
se avessi anche arredato ambienti
un pò più maschili
certo Nik...
 è la risposta
e se vuoi te ne manderò le prove...

Questo è un
esempio poi  di come il Gustaviano 
derivi dal French
che poi deriva dallo stile Italiano del settecento
beh ormai questo
credo lo abbiano capito tutti...



io adoro queste ATMOSFERE
molti le ritengono forse giustamente
troppo pompose e barocche
a me piacciono
 sarà che io forse davvero in un altra vita
ero un aristocratica
o forse anche davvero una Regina
perchè no?
Bisogna sognare
sempre
 se si crede nei propri sogni
questi si avverano!!


prima o poi vivrò
in un ambiente
perfettamente così
io adoro
certe atmosfere...


e anche se qualche volta 
non sono proprio di mio Gusto 
come questa foto sopra
 che personalmente
non mi piace affatto


e  a volte
preferirei vivere alla Bohemien
come in questa foto sopra
in una soffitta Parigina


beh questa foto
di una delle stanze di Gripsholm
la residenza estiva
di Re Gustavo di Svezia
è tutto il mio sogno
e alcune volte per un attimo
 sono riuscita a realizzarlo


anche questo ambiente così
decoratamente 
semplice 
oserrei dire
mi farebbe
impazzire....
eh che ne so
c'è proprio un anima Gustaviana
 dentro di me....

la vostra Regina Marzia Sofia


chiedo scusa a Lars Sjoberg
e a sua moglie Ursula
e spero di conoscerli presto
ringrazio Ingalill Snitt
per le foto
che ho semplicemente
fotografato
nemmeno scannerizzato
dal libro...
se vi interessa una copia in Italiano
chiedete a Vallardi Editore...

4 giugno 2013

Vedere col cuore....


Il valore delle persone
è uguale a quello delle cose?
Verrebbe subito da dire noooo
assolutamente!!
Le persone valgono di più!

eppure ci sono casi in cui
le persone valgono meno delle cose
 che fai per loro...
mi spiego...


tu puoi dare
spazio nel tuo cuore 
ad una persona anche che sai sbagliata
ma che credi in fondo valga la pena
perdonare certi sbagli certe lacune
certe
insopportabili manie
o quant' altro..ma ti dici, una persona vale
devi darle fiducia
avrà qualcosa che la rende così
sarà colpa di questo o di quello...insomma
la scusi...



d' altra pare non si può pensare
che la vita sia vivere
coperti da un armatura
che ci difenda da tutto e tutti
bisogna pur lasciarsi andare
credere sognare che un mondo che esiste
dentro qualcuno
ti insegni qualcosa
ti renda più ricco...ti dia qualche cosa in più...


e allora fai le cose che senti con amore
con disperazione anche
con fatica con dolore fisico
con la speranza che ti sia dato
amore....
non una riconoscenza...ci mancherebbe
è sbagliato aspettarsela...
ma che il tuo semplice e giusto valore...
quello che sei ti venga riconosciuto...
insomma...
quello te lo aspetti...


Eppure spesso, si viene valutati per quello
che si fa 
non per quello che si è,
o peggio per quello che si produce
quello che si appare di fronte alla società
il peso specifico del valore economico
produce la stima che si riceve..



io non credo sia così
che i più grandi saggi filosofi
erano dei nulla facenti che passeggiavano 
disquisendo del più e del meno
senza possedere un centesimo in tasca 
vivendo di elemosina
e di espedienti
proprio
come qualcuno che non dimentico 
mi disse una volta...



e se penso che questa
 era una delle persone che 
ho creduto di più mi stimasse nella vita
dico ma che cavolo
ci sto a fare così come sono 
in questo mondo???


ci sto per produrre il bello 
mi dico..
ma poi
mi rispondo
il bello è sempre oggettivo???
Ciascuno di noi non ha un altro occhio
o un altro vedere il bello???


io ce la metto tutta
ma spesso mi chiedo
ne vale la pena?
Dal punto di vista finanziario
 di sicuro no
ma da quello umano...
 far del bene alla gente
è sempre quello che intendo io???
Mia sorella 
mi ha detto per anni 
che io avevo il complesso della crocerossina
secondo lei
io avrei dovuto farmi una padellata di cavolacci miei
e non cercare a tutti i costi di aiutare gli altri
che non avevano nessuna voglia di essere aiutati


beh posso dirvi che ora so,
che aveva ragione
io dovrei proprio pensare che nessuno 
è salvabile 
se non da se stesso
Tu non puoi aiutare 
chi non vuole essere aiutato
forse è un sopruso
forse una violenza
e quello che tu puoi fare
per qualcuno che non vuole che tu lo faccia
o che spera solo di essere convinto a farlo
non è quello che puoi fare per lo stesso.
Se quel qualcuno
 non lo è di per se convinto
beh lo sforzo
darà risultati pari a ZERO!



Tutto come sempre è soggettivo
quello che ad uno piace agli altri fa schifo
e allora che ci stiamo a fare ?
Che ci perdiamo a fare 
dietro a progetti inutili
stantii
progetti che solo noi vediamo e che per altri
non sono progetti... ma calcoli
perchè loro
li vedono coi loro propri occhi?
Gli occhi di chi ci vede un brutto che è il tuo bello?
e non riusciranno mai a vederli coi tuoi???


non si può amare chi non ci ama
produrrai sempre il suo rifiuto
così come non si può dimostrare a qualcuno
 che lo hai salvato
se lui crede di essere ancora di più annegato...
E non puoi mostrare il tuo bello
a qualcuno che crede sia il tuo brutto...

Ognuno di noi
 vede col cuore che ha!

La vostra Marzia Sofia

2 giugno 2013

Il Bagno Gustaviano in Atelier




Amo fotografare
è come se scrivessi una poesia
dicono che le mie foto siano belle
eppure non ho nessuna tecnica nessuna arte
se non quella che alcuni dicono essere la mia arte


tutto quello che il mio occhio vede
nient' altro
si trasforma in quadro nella mia 
fotografia


odio le foto perfettamente a fuoco
odio la realtà
spietata e perfetta dell' originalità
a me piace
rappresentare 
quello che vedo
se poi lo vedono anche gli altri
mi pare di aver raggiunto il massimo


ho un bisogno smodato di cliccare
di fermare quell' attimo
incosciente di una sensazione fugace


ho bisogno di catturare il fermo nello spazio
di quell' attimo che non riappare


ho bisogno di rielaborare e circondare di sogno
il mio vedere che è parte del mio sogno
il sogno di un mondo perfetto nella sua
imperfezione


quando vedo le foto che scatto
non è cambiato nulla se non la mia posizione
il mio scatto è conseguente
come disteso
nella materia
spalmato
dentro il tempo

quando riguardo le foto
mi raccontano
se pur simili
il passare dei minuti
e non riesco a sottrarmi
alla loro magia
impenetrabile


pezzi di luce 
fermati nello spazio immutabile
 eppure in continua evoluzione
la materia che si fa sogno
eppur rimanendo
o cambiando
afferra
quello che per noi è inafferrabile
il ricordo


poi le ritocco 
come agissi con
un pennello elettronico le rifaccio
e le rendo più simili al mio vedere
al mio sentire...



e non so buttarne nemmeno una
non so liberarmi dei refusi dei
doppioni
dei particolari sbagliati
del vedere qualcosa che 
non si dovrebbe vedere

e riempio spazi infiniti
riempio il web di me
del mio ego sconfinato
pronto però ad affogare
 nel bicchier d' acqua 
di una sola critica


e tra le tante lodi
amo il critico
amo colui che mi odia
e la voglia di conquistarlo
è il mio motore


Fotografo 
oltre che scrivo
per vivere dentro gli altri

Scusate la follia 
oltre che dentro di me...

la vostra Marzia Sofia



1 giugno 2013

A Tramonto, VII Puntata




Un altro risveglio
un'altra morte temporanea un' altra vita attorno...
I campi di lavanda fioriti di viola e le montagne
rocciose stranamente piatte
la colpirono come un buffo sulla guancia...
Eva li chiuse gli occhi... Erano stretti e pesanti
 e poi li riaprì di soprassalto, chiuse la bocca semiaperta
 e si ricompose non senza un filo di imbarazzo
la macchina le faceva sempre un certo effetto...
Alla sua sinistra, sedeva lui, stava facendo manovra
e si spingeva nella piazzola sterrata di una Boulangerie..
Riconosceva bene il posto
era sulla strada che Aix portava ad Avignon
erano sulla Jean Moulin
si stropicciò gli occhi con le dita asportandosi il trucco ormai sbafato
quindi si scrutò nello specchietto retrovisore e si impaurì...
si vide stanca e con gli occhi cerchiati di blu
un sacco per la spesa sotto gli occhi
e la gola riarsa... la fronte sudata 
e un rivolo di sudore correva nel solco tra la schiena
ma era giovane molto più giovane di quello che ricordava di essere
scesero e il solito gruppo di musulmani francesi la sfiorò
tra sguardi e chiusure che sapeva bene
cosa significassero...
Abbassò gli occhi e lo seguì dentro la bottega
Il Boulanger le sorrise mellifluo
dov'era il vecchio Jean?
Tutto era cambiato attorno a se
e lei non sapeva cosa scegliere...



La strada per Monaco era sconosciuta per Eva 
montagne altissime spruzzate di bianco 
anche in pieno settembre cartelli stradali in due lingue
strade sfilacciate nella pianura rare auto...
e lui con una birra sempre in mano...
i grigi capelli lunghi sulle spalle
e il suo amico con la chitarra sempre in spalla
 che cantava in un inglese intonato...
Mentre una striscia infinita di autostrada li cullava, Eva,
stringeva sotto il petto il nodo della sua camicia azzurra...
 non sapeva dove stessero andando ma non le importava
si erano fermati ad una stazione di servizio
ma Eva non aveva il gettone per chiamare la nonna
aveva fato la pipì nel praticello secco dietro la pompa di benzina
e si era rimessa accanto a lui sul sedile davanti
con la testa reclinata sulla sua spalla
lui le sorrideva in silenzio piegando la testa di lato
e guardandola più spesso di quanto avrebbero dovuto
considerando che stava guidando la consolava in silenzio.
Lui non aveva detto una parola
per circa, lei stimava, centinaia di chilometri
 non aveva detto che pochissime parole al suo amico
i due erano muti e sorridenti...
quando ci si ama non c'è bisogno di parlare
 ma lei aveva solo14 anni e non ne aveva idea...


Il pane fragrante e scricchiolante sotto i denti
la fece sorridere..
le file di baguette abbronzate ritte in piedi allineate
 dietro il bancone... la facevano sentir bene
chiese un caffè lungo e nero e ci strizzò due bustine di zucchero
che vuoi tu? disse rivolta a lui
che ancora non si decideva a scegliere
non so... ci sto pensando decidititi ti stanno aspettando
non mi rompere le sibilò in un orecchio
lei si scostò e prese a mangiarsi un croissant ripieno di burro
pensò che ne avrebbe potuti mangiare otto
senza nemmeno fare una piega
lui scelse una rotellina piena di uvette
sulla strada fuori dalla Boulangerie
poche rare auto si sorpassavano tra loro
pareva avessero una meta comune
il non andare dove avrebbero dovuto...
Ti ha guardata,quel tipo..lo conosci?
no rispose Eva stizzita  come cazzo posso conoscere un tipo così
no perchè ti ha guardata insistentemente
e allora??
secondo te come posso conoscere qualcuno qua in Francia?
ci vieni spesso no??
ci vengo ma non tanto da conoscere qualcuno..
eppure questo locale lo conoscevi, mi pare
certo che lo conosco , ci vengo da anni..
ecco allora vedi cosa intendo?tu conoscevi quel tipo!
ma noo se ti dico che non lo conosco, non lo conosco
 vuoi credermi una buona volta??
non vedo perchè dovrei crederti...
perchè ti devi fidare... io te lo dico tu ti devi fidare..
non mi fido delle donne...io e io non sono le donne, sono io...



Praticamente avevano parlato solo a gesti
ed Eva si chiese che cosa sarebbe successo da adesso in poi?
non le importava..niente... no ok un pochino
ma alla fine era con lui e lo amava...
Niente poteva essere più importante per lei di lui.
La carezzava su di una gamba 
e guidava con una mano quando non beveva
a volte si univa ai cori del suo amico
e cantavano in Inglese lei capiva poco ma le piaceva
 e ogni tanto mentre guardava fuori 
che guardar sempre fisso verso di lui
 le pareva imbarazzante...univa due piccole frasi 
o una parola che capiva e sapeva ricantare
conosceva due note di Smoke on the water
e le strimpellava
ma era consapevole di non essere che
 una sorta di passaggio  tra la generazione degli hippy
e quelle future
di fatto si sentiva ancora un posto che non c'è
 e aveva la sensazione 
che non ne avrebbe mai fatto parte
nemmeno di quel luogo sconosciuto e affascinante
si sentiva sempre fuori da tutto...
la sua intelligenza le diceva che forse era così per tutti..
ma non bastava a colmarle un vuoto dentro
 che invece lei sentiva maggiormente
delle sue amiche...
Di colpo i suoi sensi si fecero più sensibili
 la sua mano era bollente le bruciava sulla gamba...
e lei sussultò
quando vide che lui aveva messo la freccia 
e si era portato verso un cartello blu
 circondato da una riga bianca 
su cui aveva letto Ausfahrt o qualcosa di simile...


Il seguito alla prossima
La vostra Marzia Sofia



La mia prima vita. Parte III

Come eravamo...   La passioni si manifestano in noi, fin dalla più tenera età. Ci si depositano nell'anima e non ne escono più. Arruggin...